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A proposito di… politica giovane

24 dicembre 2011

Regolarizzazione Centri Sociali da parte del Comune di Genova: il mio intervento

1 dicembre 2011

Referendum, il mio pensiero

11 giugno 2011

I referendum abrogativi non mi piacciono! Voglio poter proporre qualcosa, non distruggere.

Voglio poter dire che l’acqua sarà sempre pubblica, è il servizio che viene liberalizzato. Gli slogan dei referendari che dicono “no alla privatizzazione dell’acqua” sono falsi. Ma diciamo anche che queste liberalizzazioni finora non hanno inciso più di tanto, ma sono necessarie perchè ce le chiede l’Uniond Europea, per cui se abroghiamo il decreto Ronchi cosa accadrà? L’UE ci darà delle sanzioni? Dovremo fare una nuova liberalizzazione? Allora teniamoci il decreto Ronchi sull’acqua, ma andiamo a vedere dove può essere migliorato. E invitiamo i privati ad investire nelle infrastrutture.

Sull’energia non voglio più vedere un voto contro o a favore del nucleare. Vorrei poter dire al governo di fare un piano energetico che ci garantisca un minimo di autonomia energetica, costruiamo centrali di produzione energetica… se da fonti rinnovabili ancora meglio! Ma evitiamo i veti degli enti locali.

Sul legittimo impedimento sono soldi sprecati! E’ già previsto dal codice di procedura penale, questa legge è finta. Sarebbero tutti d’accordo se di mezzo non ci fosse Berlusconi… ormai è questione di tempo. Speriamo che la fine del Berlusconismo sia piuttosto rapida e che i moderati italiani si uniscano come in Europa che esiste il Partito Popolare Europeo.

Quindi questi referendum sono sbagliati per il mio modo di fare e pensare la politica. Per documentare le mie riflessioni metto la relazione che ho tenuto all’incontro di approfondimento sui referendum per l’Associazione Arena Petri, troverete delle schede sintetiche che chiariscono quanto siano complicati gli argomenti che a mio avviso devono essere oggetto del lavoro dei parlamentari eletti democraticamente dai cittadini, in fondo le nostre opinioni le abbiamo già espresse col voto alle elezioni politiche.

Luca

Di seguito il documento scaricabile: REFERENDUM

Referendum 2011

8 giugno 2011

Carissimi,

domenica e lunedì prossimi si terranno 4 referendum, pensiamo con responsabilità a cosa crediamo sia meglio per il nostro Paese.


Purtroppo in Italia il referendum è sempre contro qualcosa (abrogativo), non lascia spazio alla proposta che a mio avviso deve essere alla base dell’agire politico. Non facciamoci coinvolgere dalla contrapposizione ideologica, ma approfondiamo sinceramente i contenuti dei quesiti referendari: cosa dicono le normative che i referendari chiedono di abrogare? Quali le ragioni degli uni e degli altri? Il referendum è come un’elezione?

L’associazione culturale cristiana Arena Petri vi invita all’incontro informativo sui referendum, che introdurrò , VENERDI’ 10 alle ore 18.30 presso il TEATRO DELLA CELLA a GENOVA SAMPIERDARENA (Vico Ferrante Aporti).

Vi aspetto, Luca.

Inaugurazione sede del C.A.V. Genova

6 maggio 2011

In occasione della festa del volontariato e in collaborazione col Celivo, venerdì pomeriggio alle ore 17:30 viene inaugurata la nuova sede del Centro di Aiuto alla Vita di Genova, in Via Felice Romani 3/1. Dopo l’intervento di Paola Musso, presidente dell’associazione, sarà offerto ai presenti un aperitivo.

“Dopo anni di ricerche, siamo felici di poter innaugurare la sede proprio nell’anno europeo del volontariato – dichiara la presidente dell’associazione – La nostra è una Onlus che opera a Genova da oltre 30 anni a servizio della donna e della coppia in difficoltà per una gravidanza, sostenendola moralmente ed economicamente proponendo un’alternativa positva all’interruzione volontaria di gravidanza”.

L’attività dell’associazione è varia: dall’accompagnamento ai servizi sanitari e socio-educativi (in particolare distretti sociali e asili nido), all’accoglienza gratuita in gravidanza (convivenza in appartamenti, disponibilità di 4 posti letto) o ricerca di altre strutture di accoglienza madre-bambino, alla raccolta e distribuzione di indumenti, alimenti e accessori per la mamma ed il neonato, fino ad interventi economici per le situazioni particolarmente a rischio.

È Luca Mazzolino, segretario del Centro, a sottolineare l’importanza dell’attività svolta “Operano circa 50 volontarie per una media di 500 mamme aiutate in un anno. In un mese vengono preparati una trentina di corredi per bimbi. È evidente l’aiuto concreto e solidale che viene dato alle mamme sempre con riservatezza, ascolto e condivisione”.

È possibile sostenere le attività del Centro di Aiuto alla Vita di Genova prestando servizio di volontariato, offrendo beni, mettendo a disposizione alloggi o possibilità di lavoro, sostenendo economicamente, destinando il 5 per mille.

Accogliere per unire l’Italia

15 aprile 2011

Anche Genova e la Liguria, volenti o nolenti,  si apprestano ad accogliere gli immigrati sbarcati a Lampedusa.

Questo è un dato di fatto indiscutibile, ma dal mio punto di vista importante: se l’Italia è unita, allora deve esserlo soprattutto nelle difficoltà. Lampedusa da sola non può sobbarcarsi questo impegno.

La responsabilità degli enti locali è “solo” quella di gestire le modalità di accoglienza degli immigrati nel proprio territorio. Come? Scegliendo i luoghi di accoglienza senza coinvolgere il territorio! E’ quello che sta accadendo a Genova, dove il Sindaco, senza sapere i dettagli del flusso migratorio ha scelto i posti: ovviamente sempre ai primi posti Sampierdarena e Marassi (oltre a Quarto), quartieri senza servitù che hanno ancora tanto da dare alla città.

Al di là dell’ironia credo sia importante sottolineare l’alto senso istituzionale avuto dal Municipio Centro Ovest che, senza essere stato chiamato in causa e senza fare le barricate, ha fermamente respinto la proposta del Sindaco.

I capigruppo di maggioranza e opposizione (anche la Lega!) all’unanimità hanno proposto al Comune un nuovo sito all’interno del territorio municipale: non più nel centro storico di Sampierdarena (creando disagi e tensioni tra la gente), ma sulle alture del quartiere. Un plauso dunque al Municipio per essersi assunto le sue giuste responsabilità e per aver dato una lezione di politica alla città: un dialogo costruttivo tra maggioranza e opposizione che di questi tempi fa certamente notizia! E una tirata d’orecchie al Sindaco che avrebbe potuto coinvolgere da subito il Municipio.

 

Laboratorio di avviamento alla politica

20 ottobre 2010

È iniziato lunedì 18 il laboratorio di avviamento alla politica, organizzato dal Vicariato di Sampierdarena e rivolto ai giovani. Al primo incontro erano presenti per lo più ragazzi del liceo e dell’università, in tutto 13 giovani pronti a mettersi in discussione e dare il proprio contributo su un tema che troppo spesso sentono lontano da loro.

Dopo una breve presentazione è incominciato il laboratorio sotto la guida di tre giovani impegnati in politica (Agostino Cesareo, Luca Mazzolino e Stefano Tortello), che accompagneranno i partecipanti in tutti e sei gli incontri.

Nel primo incontro abbiamo cercato di dare un significato al termine “politica”, il tutto grazie ad un’attività di brainstorming (letteralmente “tempesta di cervelli”): liberamente ciascuno dei partecipanti ha associato dei termini alla politica (come nella foto), prima secondo il proprio punto di vista, poi secondo il pensiero dei politici attuali e del passato. Al termine dell’attività abbiamo confrontato il risultato del brainstorming con alcune definizioni prese da enciclopedie e dizionari, scoprendo quanto può essere ampia la definizione di politica e come coinvolga concretamente tutti noi.

La politica vista come arte (nella definizione più classica) è quella che ha incuriosito di più: chi fa politica è un’artigiano che prima di fare la sua opera deve aver ben chiaro cosa e come vuole farla. Da questo spunto inizieremo il secondo incontro, analizzando (stavolta con l’ausilio di un’attività a coppie e in gruppi) i principi e le idee alla base dell’agire politico e il suo fine ultimo.

Quindi l’appuntamento è per lunedì 25 alle ore 18:30 al Don Bosco di Sampierdarena, l’invito è ancora valido per chi, incuriosito e interessato all’argomento, volesse partecipare al laboratorio.

RU486: La Regione informi le donne sui rischi

30 luglio 2010

Il MPV chiede alla Regione che continui il dibattito per una maggiore conoscenza da parte della donna dei rischi conseguenti alla somministrazione della pillola abortiva RU486.

A lanciare l’appello è il Movimento per la Vita di Genova che auspica un impegno da parte della Regione e di tutte le istituzioni competenti affinchè, nell’interesse della tutela della salute della donna, vengano forniti tutti gli strumenti per un uso consapevole della pillola, diffondendo tutte le informazioni sui rischi connessi all’assunzione della RU486, adottando nel contempo iniziative per far si che l’aborto non sia ridotto a un fatto privato.

Richiamando l’art. 5 della Convenzione di Oviedo del 1997* che afferma : “Un intervento in campo sanitario può essere compiuto solo dopo che la persona interessata vi abbia dato un consenso libero e informato. A tale persona saranno fornite in anticipo informazioni appropriate relativamente alla finalità e alla natura dell’intervento, come anche sulle sue conseguenze e sui suoi rischi. La persona interessata potrà liberamente ritirare il consenso in qualsiasi momento” dobbiamo sottolineare come ad oggi manchi un’informazione adeguata, e si debba fare attenzione a non minimizzare la pericolosità della RU486 i cui effetti collaterali ai più non sono conosciuti.

Il dibattito appena iniziato in Consiglio Regionale, con la bocciatura della mozione della minoranza, si spera non sia già finito. L’auspicio è che ci sia la volontà di superare le barriere che contrappongono maggioranza e opposizione per elaborare dei supporti esplicativi di tutti rischi della pillola (anche del rischio di morte della donna) rispettando la Convenzione di Oviedo.

Fermo restando che prima di tutto le istituzioni, ai sensi dell’art. 1 della legge 194/78, dovrebbero tutelare la vita della donna e del bimbo che portano in grembo, garantendo il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconoscendo il valore sociale della maternità e tutelando la vita umana dal suo inizio. L’interruzione volontaria della gravidanza, non è mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, devono promuovere e sviluppare i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che l’aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite.

__

* “per la protezione dei diritti dell’uomo e della dignità dell’essere umano con riguardo all’applicazione della biologia e della medicina” che l’Italia ha ratificato e resa esecutiva con legge 145/2001

Elezioni 2010

1 marzo 2010

Come ben sapete a fine marzo si terranno le elezioni per il rinnovo dell’assemblea legislativa regionale e in concomitanza i residenti nel Centro Ovest voteranno il rinnovo del consiglio di municipio.

Per queste elezioni ho deciso di non candidarmi, come evidenziato nell’articolo de Il Giornale pubblicato il 16 febbraio 2010, del quale riporto il trafiletto:

“Non sarà della partita il consigliere uscente Luca Mazzolino, ufficialmente dice di non essere interessato alla partita. «Ho una priorità alla politica in questo momento: è il mio matrimonio», spiega l’ex capogruppo che sulla decisione del suo partito di spostarsi a sinistra non si sbilancia ma ammette: «Nei due anni in cui sono stato impegnato in consiglio il mio impegno si è visto, ma ci sono ragionamenti che non mi appartengono e preferisco in questo momento starne fuori».”

Di seguito alcune informazioni utili sulle elezioni.

Il 28-29 marzo 2010, oltre alla scheda verde per le Regionali ci sarà anche la scheda rosa per le Municipali; due schede ma due sistemi di voto differente.

Per le Regionali possiamo esprimere due voti differenti: uno al candidato presidente (Biasotti o Burlando) mettendo una croce sul suo nome, l’altro alla lista mettendo una croce sul simbolo ed esprimendo, eventualmente, una preferenza scrivendo il nome di un candidato a consigliere per la lista da noi scelta. E’ possibile fare il voto disgiunto, ovvero votare il presidente di una coalizione e la lista dell’altra coalizione. Le due principali coalizioni sono: centrodestra per Biasotti presidente (Pdl, Lega, Lista Biasotti, …); centrosinistra per Burlando presidente (Pd, Idv, Udc, Lista Burlando, Rifondazione Comunista, …).

Per il Municipio possiamo esprime un solo voto alla lista da noi scelta, segnando il simbolo con una croce, ed eventualmente esprimere una preferenza scrivendo il nome di un candidato a consigliere per la lista da noi scelta; automaticamente il voto dato alla lista verrà attribuito anche alla coalizione di cui fa parte, in questo caso non è ammesso il voto disgiunto perchè non dobbiamo votare il presidente candidato alla guida del Municipio. La Lega si candida da sola così come il Pdl, mentre il centrosinistra forma la stessa coalizione delle Regionali.

Scelte di campo

1 febbraio 2010

Commento tratto da Avvenire del 30.01.2010

Avvenire 30.01.10

PRIMO BILANCIO DELLE SCELTE DI ALLENZA PER LE REGIONALI.

Se nell’Udc il gioco prevale sulla fisionomia valoriale.

Mentre si stanno riem­piendo le ultime caselle delle candidature regionali, si può tentare un primo bilancio del comportamento delle diverse formazioni politiche.

Una premessa necessaria è che elezioni suddivise in tredici sfide diverse, in situazioni nelle quali i rapporti di forza locali contano più di quelli nazionali, favoriscono chi può giocare con maggiore flessibilità sul sistema di alleanze.

Un altro punto di riferimento sta nell’esperienza del passato, quando le regionali hanno sempre rappresentato (e non solo in Italia) una ’sanzione’ piuttosto severa per la coalizione in quel momento al governo.

Dieci anni fa Massimo D’Alema si dimise da premier per l’esito sfavorevole al centrosinistra della consultazione nelle Regioni (su cui, per la verità, aveva scommesso la poltrona). Cinque anni fa il centrodestra fu battuto ovunque, tranne che nel Lombardo-Veneto.

Da allora il quadro politico è mutato, con la messa alla porta nel 2008 dell’Udc dalla coalizione di centrodestra e con l’esclusione, in quella stessa circostanza, dell’estrema sinistra dall’alleanza guidata dai democratici.

Questa volta, quindi, non ci sarà una sfida generalizzata tra coalizioni locali identiche a quelle nazionali, come nei due casi precedenti, il che ha messo alla prova la capacità di costruzione di sistemi di alleanza più articolati.

Obiettivamente questa situazione offriva un’occasione difficilmente ripetibile all’Udc che, collocandosi al centro e fuori dai due schieramenti poteva massimizzare il suo potere di coalizione senza essere costretta a intese globali e subalterne. D’altra parte la capacità dei centristi di raccogliere consensi più ampi nel voto locale rispetto a quello nazionale conferiva una certa base concreta all’aspirazione di Pier Ferdinando Casini di esercitare una significativa centralità politica.

Questo obiettivo, a conti fatti, pare però sia stato gestito puntando più a un risultato numerico atteso (e naturalmente non garantito) che all’affermazione di un’autonomia politica basata su valori esplicitamente proclamati.
L’esasperazione della polemica con la Lega Nord – peraltro ampiamente ricambiata – ha portato l’Udc a scelte contraddittorie. Come quella di schierarsi, fianco a fianco con i radicali di Pannella e Bonino, a sostegno della continuità di esperienze – a cominciare da quella della giunta piemontese guidata da Mercedes Bresso – contro cui negli ultimi anni i centristi avevano condotto battaglie asperrime a causa del loro orientamento laicista e lassista sulle questioni eticamente sensibili (dall’aborto all’eutanasia passiva).

Nello slogan ‘costantiniano’ di Casini ‘con noi si vince’, l’accento posto sull’utilitarismo della vittoria rischia in qualche caso di indebolire il segno identitario del ‘noi’, la visibilità di un’ispirazione cristiana pur ufficialmente esibita, il che può essere pericoloso soprattutto in zone, come quelle settentrionali, nelle quali quello per l’Udc è soprattutto un voto di opinione, non appoggiato, come invece accade in alcune aree meridionali, su una rete di presenze amministrative.

I bilanci, naturalmente, si faranno a urne chiuse, ma non pare che la maggioranza di governo possa temere un voto di ’sanzione’ simile a quello patito cinque anni fa (o come quello che ha subito la maggioranza gaullista in Francia o, a suo tempo, quella socialdemocratica in Germania). L’articolazione del voto consentirà a tutti, come al solito, di proclamarsi vincitori, ma solo un esito oggi del tutto imprevedibile potrebbe mettere in discussione un quadro politico generale che appare tutto sommato piuttosto solido.

SERGIO SOAVE

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