Referendum, il mio pensiero
I referendum abrogativi non mi piacciono! Voglio poter proporre qualcosa, non distruggere.
Voglio poter dire che l’acqua sarà sempre pubblica, è il servizio che viene liberalizzato. Gli slogan dei referendari che dicono “no alla privatizzazione dell’acqua” sono falsi. Ma diciamo anche che queste liberalizzazioni finora non hanno inciso più di tanto, ma sono necessarie perchè ce le chiede l’Uniond Europea, per cui se abroghiamo il decreto Ronchi cosa accadrà? L’UE ci darà delle sanzioni? Dovremo fare una nuova liberalizzazione? Allora teniamoci il decreto Ronchi sull’acqua, ma andiamo a vedere dove può essere migliorato. E invitiamo i privati ad investire nelle infrastrutture.
Sull’energia non voglio più vedere un voto contro o a favore del nucleare. Vorrei poter dire al governo di fare un piano energetico che ci garantisca un minimo di autonomia energetica, costruiamo centrali di produzione energetica… se da fonti rinnovabili ancora meglio! Ma evitiamo i veti degli enti locali.
Sul legittimo impedimento sono soldi sprecati! E’ già previsto dal codice di procedura penale, questa legge è finta. Sarebbero tutti d’accordo se di mezzo non ci fosse Berlusconi… ormai è questione di tempo. Speriamo che la fine del Berlusconismo sia piuttosto rapida e che i moderati italiani si uniscano come in Europa che esiste il Partito Popolare Europeo.
Quindi questi referendum sono sbagliati per il mio modo di fare e pensare la politica. Per documentare le mie riflessioni metto la relazione che ho tenuto all’incontro di approfondimento sui referendum per l’Associazione Arena Petri, troverete delle schede sintetiche che chiariscono quanto siano complicati gli argomenti che a mio avviso devono essere oggetto del lavoro dei parlamentari eletti democraticamente dai cittadini, in fondo le nostre opinioni le abbiamo già espresse col voto alle elezioni politiche.
Luca
Di seguito il documento scaricabile: REFERENDUM